« Le allenatrici diventano più visibili e sempre più numerose »

Mai così tante allenatrici
Nel calcio femminile svizzero è in atto un cambiamento profondo: mai come nel 2025 così tante donne hanno completato una formazione da allenatrice. Dai corsi per principianti ai diplomi C-Basic, UEFA C e UEFA B, i numeri sono in costante aumento in tutti i livelli formativi. Un successo intermedio strettamente legato all’ampliamento dell’offerta di corsi riservati esclusivamente alle donne e al forte impegno delle associazioni regionali e degli uffici dello sport nell’ambito del programma nazionale di legacy «Here to stay».
Interview
In questo contesto, Here to stay ha parlato con Phyllis Bussinger, responsabile legacy per la promozione delle allenatrici presso l’ASF, dei principali passi di sviluppo e del significato di questi numeri.
I dati sono chiari: nel 2025 sono state formate più allenatrici che mai. Cosa colpisce in particolare?
Phyllis Bussinger: «La dinamica. Non osserviamo solo un aumento, ma una crescita costante a tutti i livelli di formazione. Tra le principianti siamo passate da 371 nel 2022 a 775 nel 2025: più del doppio in tre anni. Nel C-Basic il numero di allenatrici è più che triplicato, passando da 95 nel 2022 a 314 nel 2025. E anche nei percorsi più impegnativi, come UEFA C e UEFA B, i numeri aumentano sensibilmente. È un segnale chiaro: sempre più donne vogliono assumersi responsabilità, guidare squadre e accompagnare bambine, bambini e giovani. »
Cosa ha innescato questa evoluzione?
Phyllis Bussinger: «Un fattore decisivo sono stati i corsi dedicati alle donne. Creano uno spazio pensato per i loro bisogni: sicuro, motivante, inclusivo e accessibile. Nel 2025, ad esempio, l’80% di tutte le allenatrici C-Basic è stato formato all’interno di queste offerte femminili. Questo contesto protetto abbassa le barriere, aumenta la partecipazione e rafforza la fiducia delle allenatrici nel proprio ruolo. »
Molti club faticano a trovare un numero sufficiente di allenatrici e allenatori per il crescente calcio femminile. In che modo questi numeri aiutano?
Phyllis Bussinger: «I club riescono a gestire meglio l’aumento della domanda. Più ragazze che mai giocano a calcio e hanno bisogno di modelli di riferimento. Donne che mostrino loro: puoi farlo, ti è permesso, qui c’è posto per te. Ogni nuova allenatrice formata ha un impatto che va oltre il proprio club. Contribuisce a cambiare la cultura e a promuovere maggiore diversità, visibilità e pari opportunità. »
Che ruolo gioca la legacy dell’ASF «Here to stay»?
Phyllis Bussinger: «Un ruolo centrale. Senza il prezioso lavoro di legacy svolto nelle regioni, senza investimenti mirati nei corsi per donne e nella promozione delle allenatrici, oggi non saremmo a questo punto. Here to stay crea strutture durature: formati di corso, reti, accessi e prospettive. E i risultati si vedono, sia nei numeri sia nell’atmosfera sui campi. »
Per concludere: cosa significa questa spinta di crescita per il futuro?
Phyllis Bussinger: «Significa che il calcio femminile svizzero cresce su basi più solide e più ampie. Le allenatrici sono role model fondamentali per la prossima generazione. Abbiamo bisogno di più donne che guidino squadre, si assumano responsabilità e contribuiscano a plasmare il calcio femminile. La crescita degli ultimi anni dimostra quanto potenziale esista e quanto sia importante investire in modo mirato nella formazione e nella visibilità delle allenatrici. Ne beneficiano i club, i talenti e l’intero calcio svizzero. »


