Perform for Her: quando anche chi sta accanto alle giocatrici fa la propria parte

Salute e prestazioni
Due rotture del legamento crociato, due lunghi periodi di riabilitazione: Malaurie Granges sa quanto possa essere determinante un’assistenza adeguata per una calciatrice. Durante l’incontro di lancio di «Perform for Her» a Macolin, l’attaccante del BSC YB Frauen ha condiviso le proprie esperienze insieme a Luana Bühler del FC Zurigo. In collaborazione con tutti i club dell’AXA Women’s Super League (AWSL) e con l’Ufficio federale dello sport (UFSPO), l’Associazione Svizzera di Football (ASF) intende rafforzare in modo sistematico la prevenzione degli infortuni e la salute delle giocatrici nel calcio femminile svizzero.
Due infortuni, un’esperienza importante
Quando Malaurie Granges si è rotta il legamento crociato nel 2023, il percorso di riabilitazione l’ha riportata a Macolin. Qui, nell’ambito della scuola reclute per sportivi d’élite, l’attaccante del BSC YB Frauen ha ricevuto sostegno nel suo percorso di ritorno in campo.
Circa un anno dopo è arrivata un’altra battuta d’arresto: proprio durante la sua prima partita dopo il rientro, ha subito una seconda rottura del legamento crociato. Anche questa volta Granges è tornata a Macolin per la riabilitazione.
Il sostegno ricevuto ha fatto la differenza in entrambe le occasioni, ha raccontato la 24enne durante il lancio di «Perform for Her», il 17 settembre 2026. Allo stesso tempo, è consapevole che non tutte le giocatrici hanno accesso alle stesse opportunità.
Il suo messaggio ai club presenti è stato quindi chiaro: ogni giocatrice dovrebbe sapere a chi rivolgersi in caso di bisogno e chi è responsabile della sua assistenza. È proprio qui che entra in gioco «Perform for Her».
La salute è una responsabilità condivisa
«Perform for Her» affronta alcune domande fondamentali: come individuare tempestivamente i rischi di infortunio? Come coordinare meglio i carichi di allenamento, il recupero e l’assistenza medica? E come possono i club assicurarsi che le giocatrici ricevano il sostegno di cui hanno bisogno?
L’ASF intende affrontare queste e altre questioni in modo sistematico insieme ai club dell’AXA Women’s Super League. Il nuovo programma di gestione dei rischi viene sviluppato in collaborazione con l’Ufficio federale dello sport (UFSPO), la Scuola universitaria federale dello sport di Macolin (SUFSM) e lo Swiss Olympic Medical Center.
Al centro del programma vi è un cambiamento di prospettiva: la responsabilità per la salute e le prestazioni non ricade soltanto sulla giocatrice. Anche lo staff tecnico, il personale medico, la preparazione atletica, la direzione del club e la federazione devono creare le condizioni necessarie.
Il lancio a Macolin
Per l’incontro di lancio a Macolin si sono riuniti rappresentanti di tutti i club dell’AWSL. Dopo il saluto di benvenuto di Markus Tschopp, Hélène Maystre ha aperto il confronto specialistico con una riflessione e la presentazione dei risultati dello studio «How Much Is Enough?». Ivano Sicuro e William Niederhauser hanno poi illustrato la visione di «Perform for Her». Katrine Okholm Kryger ha portato il punto di vista della UEFA, mentre Daniel Birrer ha approfondito il tema della salute mentale.
I diversi interventi hanno evidenziato quanti aspetti siano strettamente legati alla salute e alle prestazioni delle giocatrici. Per questo è fondamentale che i club non si limitino a ricevere raccomandazioni già definite, ma contribuiscano allo sviluppo del programma con le proprie esperienze e necessità.
Il punto di vista delle giocatrici
Che cosa aiuta davvero una giocatrice nella quotidianità degli allenamenti e delle partite? Quali misure rappresentano un sostegno concreto e dove, dal suo punto di vista, esistono ancora delle lacune?
Queste domande sono state al centro della tavola rotonda con Luana Bühler e Malaurie Granges. Le due giocatrici hanno condiviso le proprie esperienze sul campo, integrando così le prospettive degli specialisti.
Il loro coinvolgimento è un elemento essenziale dell’approccio di «Perform for Her»: le misure di prevenzione e promozione della salute non devono essere sviluppate soltanto per le giocatrici, ma anche con loro.
Confronto in gruppi
Nel successivo confronto in gruppi, tutti i club dell’AWSL hanno condiviso i propri punti di vista e le proprie necessità. I risultati confluiranno ora nell’elaborazione di documenti di gestione dei rischi specifici per ciascun club.
L’obiettivo non è imporre a tutti i club le stesse procedure, senza tenere conto delle rispettive realtà. Durante i prossimi workshop di co-creazione, i club elaboreranno insieme all’ASF i propri profili di rischio e misure adeguate. Le conoscenze acquisite contribuiranno infine allo sviluppo delle Swiss Best Practice Guidelines.
«I nostri dati mostrano che una giocatrice su quattro subisce un infortunio nell’arco di sei mesi. Il dieci per cento delle giocatrici infortunate non dispone di alcuna assistenza medica. ‹Perform for Her› può contribuire a colmare questa lacuna.»
«I rischi di infortunio non sono mai esclusivamente fisici: anche lo stress, la paura di fallire e un recupero psicologico insufficiente svolgono un ruolo importante. Una gestione efficace dei rischi deve quindi tenere conto della salute mentale tanto quanto del carico fisico e della riabilitazione.»
«Possiamo trarre insegnamento da modelli già esistenti, come quello norvegese. È però fondamentale che ogni club sviluppi una soluzione adatta alla propria realtà, sulla base di una comprensione comune della gestione dei rischi. Anche noi, come federazione, dobbiamo fare la nostra parte, per esempio nella pianificazione del calendario e nel dialogo con i club e le giocatrici.»


